A guardarlo oggi, Maccagno sembra un tranquillo paese di riva come tanti altri sul Lago Maggiore. La sua storia, però, è tutt'altro che ordinaria: per secoli questo borgo ha goduto di privilegi che quasi nessun'altra località del Verbano poteva vantare, compreso il diritto di coniare moneta propria. Chi soggiorna a Casa Vacanza Acqua Dolce, a Maccagno Inferiore, cammina dentro questa vicenda senza quasi accorgersene.
Un feudo dell'Impero
Il punto di svolta arriva nel 1210, quando Maccagno diventa feudo imperiale della famiglia Mandelli, con un legame diretto con l'imperatore Ottone IV. Non era un titolo puramente onorifico: quello status garantiva al borgo un'autonomia amministrativa, fiscale e giurisdizionale eccezionale, oltre al diritto di tenere mercato. Il diritto di battere moneta arrivò molto più tardi, nel 1622, quando l'imperatore Ferdinando II lo concesse a Giacomo III Mandelli: la zecca imperiale entrò in funzione quello stesso anno.
I Mandelli governarono a lungo, e il loro dominio sul feudo si estese fino al 1692. È un arco di tempo enorme, che spiega perché l'identità imperiale sia rimasta così impressa nel nome e nella memoria del luogo: ancora oggi si parla di Maccagno Imperiale, ed è per questa storia che il borgo è entrato nel circuito dei borghi più belli d'Italia.
La torre, il castello e due paesi
La testimonianza più visibile di quell'epoca è la torre imperiale, costruita nel tardo Medioevo insieme alla casa fortificata adiacente. Non era un monumento: faceva parte di un sistema difensivo di mura e serviva a controllare l'accesso al lago, a sorvegliare il traffico e a dare l'allarme in caso di pericolo. Il castello dei Mandelli, fondato nel Duecento e trasformato nel Cinquecento, conserva quattro torri difensive con gli alloggiamenti per le sbarre e le feritoie di sorveglianza.
C'è poi un dettaglio geografico che ha condizionato tutta la storia locale: il torrente Giona divide l'abitato in due. A sud Maccagno Inferiore, a nord Maccagno Superiore. Per secoli i due nuclei hanno seguito destini diversi, con Maccagno Superiore che entrò nell'orbita politica di Milano come gran parte del Verbano, mentre il nucleo inferiore restava legato al feudo. Oggi tutto il territorio fa parte del comune di Maccagno con Pino e Veddasca, nato dall'unione di più comuni della zona.
Il museo che unisce le due sponde
La storia recente di Maccagno ha prodotto un gesto architettonico che continua quel racconto. Alla foce del torrente Giona sorge il Civico Museo Parisi Valle, nato alla fine degli anni Novanta grazie a una cospicua donazione dei coniugi Vittorio Parisi e Wanda Valle. L'edificio, progettato da Maurizio Sacripanti, è concepito come un ponte: unisce fisicamente Maccagno Superiore e Maccagno Inferiore, le due parti che il torrente aveva sempre tenuto separate. È difficile immaginare una metafora più letterale.
All'interno si trova la collezione Parisi-Valle, che raccoglie grafica d'autore, dipinti e sculture del Novecento italiano, con nomi come Guttuso, De Chirico, Balla, Capogrossi, Birolli e Colla, oltre a una sezione archeologica permanente dedicata al territorio. La zecca imperiale si conserva invece altrove, nel palazzo della Torre Imperiale. Il museo ospita inoltre mostre temporanee di arte contemporanea. Per orari, giorni di apertura e programma espositivo fate riferimento ai canali ufficiali del museo, perché variano nel corso dell'anno.
Perché tutto questo si sente ancora
La storia di Maccagno non è confinata nei libri: si legge nella pianta del paese, nella posizione della torre rispetto alla riva, nella doppia identità dei due nuclei, nel rapporto stretto con l'acqua che ha reso il borgo un punto di passaggio e non un semplice villaggio agricolo. È una storia di autonomia, di traffici e di confine, coerente con un luogo che guarda il lago da una parte e la Svizzera dall'altra.
Per chi alloggia qui, il vantaggio è la scala: tutto è raggiungibile a piedi in pochi minuti, e una mattinata basta per collegare la riva, la torre, il museo e il lungolago. Poi si può tornare a casa, in Via Virgilio Alberto Parisi, e lasciare che il resto della giornata scivoli verso il lago.
Dormire dentro la storia di un borgo imperiale
Torre, museo e lungolago sono a breve distanza a piedi: Maccagno si visita con calma, senza mai riprendere l'auto.